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E ho pure prenotato il treno un'ora prima per arrivare a Milano in tempo per i White Lies!
Si prospettava d'avere i biglietti agratisse, mica mi faccio qualche centinaio di km solo perchè lui è belloccio.
Mi consolerò sabato sera, dubbi sul vestito a parte.
Gh
Dovrei imparare a gestire meglio le emozioni. Anche quando scrivo qui. Ma se non scrivo di getto, non scrivo più. L'errore in cui cado sempre è farmi ricordare male.
Ma poi, alla fine, penso chissenefrega.
"Regola generale: quando scrivi un articolo, un pezzo qualsiasi, lascia correre almeno due giorni prima di spedirlo. Ricordati che niente ti avvilisce di più e ti toglie il gusto di scrivere come veder stampata una cosa inesatta che con un minimo di pazienza, senza fretta, avresti potuto rendere migliore, o almeno leggibile. Ricordati, ma tu lo sai bene, che un racconto cattivo annulla dieci buoni e che la memoria del lettore malizioso torna più volentieri sulle prove mediocri, o cattive, che su quelle buone. Queste gli sembrano indispensabili, non ne fa gran merito allo scrittore, ma quelle lo accontentano nel suo bisogno di distruzione"
Ennio Flaiano (dal "Diario degli errori") rubato senza vegogna dal FB di MP
Per me è una di quelle che nelle lettere d'incarico al videomaker di turno fa scrivere -O mi fai ballare in mutande di paillettes per tutto il video o scelgo un altro regista, fa 'mpo' te-.
Comunque continuo a preferire di gran lunga il rave gay/lesbian a sorpresa che devasta la scena di un classico video dei Sigur Ros come Dog days.
Già, arriverebbero cinguettando -Vi abbiamo portato i vestitiiiii!-
The dog days are over
The dog days are done
The horses are coming
So you better run
Vedere con occhi diversi, vedere quel che si vuol vedere.
La madre, il figlio, i mostri, la sorella.
Ognuno ha le sue ragioni e combatte per queste.
Gestione della rabbia
Prendere a schiaffi un figlio che sale sul tavolo della cucina è il secondo impulso che mi viene dopo urlare. No, i bambini non si toccano. Il metodo universalmente e politicamente corretto è spiegare loro il perchè, di tutto.
Poi i bambini se ne fregano, urlano e prendono a morsi. Io resto sempre dell'idea che un ceffone a volte serve. Sì sì, è sbagliato. Lo sappiamo tutti. Tutti quelli che non hanno un figlio di quattro anni che fa il cazzo che gli pare e non rispetta più nessuno. Come i cani, andrebbero addestrati, prima di lamentarsi che pisciano sul tappeto.
Ops, educati. I bambini.
Dare una spiegazione
Rispondere con un benedetto sì o con un no a una precisa domanda piuttosto che nascondersi dietro un: -Dovevi capirlo da solo- variante di -Dovevi arrivarci da solo- o sorvolare elegantemente scivolando sul silenzio. Sparire piuttosto che spiegare e magari chiedere perdono.
Sono solo auto-giustificazioni. Zero coraggio. Scambio di ruoli
Comportarsi nello stesso identico modo in cui veniamo trattati. Per far provare lo stesso dolore e far aprire gli occhi sul proprio comportamento.
Riparare
Fare le scelte sbagliate e cercare una soluzione per uscire dai casini. I bambini non ci riescono e allora scappano. Tornano dalla mamma.
Questo aspetto lascia davvero un sapore amaro alla fine del film.
Trasferirsi per cambiare vita, per ricominciare... i problemi ci seguono, come pulci.
Me ne sbatto di tutti voi, penso solo a me stesso
Le creature egoiste che vivono nel mondo reale non si interessano granché del prossimo. Ogni giorno focalizzano il proprio obiettivo. L'obiettivo è sé stessi, sempre. Fare durare la festa ilpiù a lungo possibile.
Domanda falsa: Sono una persona cattiva? Domanda vera: Sto delirando?
. . . . .
Qualcuno ha notato il madornale refuso nel cartonato italiano presente nelle sale con il foro per inserire la propria brutta faccia e farsi una foto con la corona del re pestifero? L'hanno fatto apposta?
Intanto la frase della settimana è: -Ciao Richard!-
Per quanto mi ritrovi mio malgrado amante del manierismo bizantino fine a sé stesso, della perfezione formale che mai raggiungerò.
Per quanto sia un'ottima imitatrice e una scarsa innovatrice.
Preferisco uno scatto che sia:
crudo
grezzo
non raffinato
puro
non diluito
naturale
aperto
scorticato
escoriato
vivo
primitivo
non civilizzato
selvaggio
rozzo
grossolano
inesperto.
Che ci sia l'idea, affanculo la tecnica. Altrimenti andiamo tutti a fare i camerieri.
Durante le ferie ho comprato del pongo. Non il das, il pongo. Quello colorato nei vasetti con stampini inclusi. Avrei in testa l'idea di crearmi un Gromit a dimensione reale e le orecchie blu, che pensi a tutto lui e mi prepari la colazione la mattina. Sono andata su youtube a cercare il solito americano matto che si riprende in mirabolanti lezioni. Tanto se ne trovano di ogni genere su internet, tranne il tatto, quello psicologico. Ce l'hai o non ce l'hai. Non s'insegna.
Ho trovato questo. Schizzinosi e melanconici allontanatevi da qui.
Tra l'altro cantano male anche in playback, ma a me mettono di buon umore lo stesso.
A quella persona tanto simpatica che ha perso tempo per creare un programma di invio sistematico di spam su un mio vecchio post: ho fatto prima io, invece di cancellare qualche centinaio di commenti inutili a settimana ho cancellato tutto il pezzo. Adesso stiamo a vedere cosa si inventa la tua creatura.
Altre cose, sono andata in ferie e sono tornata stamattina presto, troppo presto. Questa è una, poi magari scrivo le altre.
Abito al piano terra con la finestra che dà su un senso unico del centro storico. D'estate ne sento parecchie, seduta a questa scrivania. Dal padrone di casa che urla al figlio adolescente, ai vicini extracee di questo rione sopranniminato Addis Abeba, al tipo in fondo alla strada che fa fare un giro sulla macchinina elettrica al figlio piccolo, alle ragazzine che dicono bizi per intendere quel mezzo con due ruote, pedali, sellino e manubrio. Il mal di stomaco di stasera è dedicato alla conversazione, anche questa a senso unico, di una donna al telefono. Quando hai finito con le tue partitine chiamami o telefonami. Pausa. Mi fermo a pensare alla differenza tra i due movimenti. Cosa vuoi dire? Parla chiaro, non mi vuoi più vedere?
Ecco, avrei voluto scrivere solo questo. Ma spulciando wikipedia per non far brutte figure ho scoperto finalmente a chi si riferisce Collini quando parla di Francesca Mambro nei ringraziamenti di un disco.
Davvero piccolo il mondo stasera.
Stanotte ho sognato Greg Dulli che mi cantava un medley di Debonair e Black is the colour... Lo stavo a guardare ed ero tra lo scettico e il divertito.
Poi è arrivata mia madre a dirmi -sciogli quei capelli, non tenerli sempre legati-.
Cosa rimane della musica di Brondi dopo sette mesi e qualcosa?
L'impatto brutale è scemato, c'è un tiepido distacco.
Certo, i concerti. Certo, il supporto silenzioso.
Rimane la strana sensazione di vedere uno di noi finire sul giornale.