rispondo magazzino10_qui inserite una lumaca_gmail.com
skypo pilot_109
messengero magazzino10_qui inserite una lumaca_hotmail.com
avviso Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001
Per quanto mi ritrovi mio malgrado amante del manierismo bizantino fine a sé stesso, della perfezione formale che mai raggiungerò.
Per quanto sia un'ottima imitatrice e una scarsa innovatrice.
Preferisco uno scatto che sia:
crudo
grezzo
non raffinato
puro
non diluito
naturale
aperto
scorticato
escoriato
vivo
primitivo
non civilizzato
selvaggio
rozzo
grossolano
inesperto.
Che ci sia l'idea, affanculo la tecnica. Altrimenti andiamo tutti a fare i camerieri.
Durante le ferie ho comprato del pongo. Non il das, il pongo. Quello colorato nei vasetti con stampini inclusi. Avrei in testa l'idea di crearmi un Gromit a dimensione reale e le orecchie blu, che pensi a tutto lui e mi prepari la colazione la mattina. Sono andata su youtube a cercare il solito americano matto che si riprende in mirabolanti lezioni. Tanto se ne trovano di ogni genere su internet, tranne il tatto, quello psicologico. Ce l'hai o non ce l'hai. Non s'insegna.
Ho trovato questo. Schizzinosi e melanconici allontanatevi da qui.
Tra l'altro cantano male anche in playback, ma a me mettono di buon umore lo stesso.
A quella persona tanto simpatica che ha perso tempo per creare un programma di invio sistematico di spam su un mio vecchio post: ho fatto prima io, invece di cancellare qualche centinaio di commenti inutili a settimana ho cancellato tutto il pezzo. Adesso stiamo a vedere cosa si inventa la tua creatura.
Altre cose, sono andata in ferie e sono tornata stamattina presto, troppo presto. Questa è una, poi magari scrivo le altre.
Abito al piano terra con la finestra che dà su un senso unico del centro storico. D'estate ne sento parecchie, seduta a questa scrivania. Dal padrone di casa che urla al figlio adolescente, ai vicini extracee di questo rione sopranniminato Addis Abeba, al tipo in fondo alla strada che fa fare un giro sulla macchinina elettrica al figlio piccolo, alle ragazzine che dicono bizi per intendere quel mezzo con due ruote, pedali, sellino e manubrio. Il mal di stomaco di stasera è dedicato alla conversazione, anche questa a senso unico, di una donna al telefono. Quando hai finito con le tue partitine chiamami o telefonami. Pausa. Mi fermo a pensare alla differenza tra i due movimenti. Cosa vuoi dire? Parla chiaro, non mi vuoi più vedere?
Ecco, avrei voluto scrivere solo questo. Ma spulciando wikipedia per non far brutte figure ho scoperto finalmente a chi si riferisce Collini quando parla di Francesca Mambro nei ringraziamenti di un disco.
Davvero piccolo il mondo stasera.
Stanotte ho sognato Greg Dulli che mi cantava un medley di Debonair e Black is the colour... Lo stavo a guardare ed ero tra lo scettico e il divertito.
Poi è arrivata mia madre a dirmi -sciogli quei capelli, non tenerli sempre legati-.
Cosa rimane della musica di Brondi dopo sette mesi e qualcosa?
L'impatto brutale è scemato, c'è un tiepido distacco.
Certo, i concerti. Certo, il supporto silenzioso.
Rimane la strana sensazione di vedere uno di noi finire sul giornale.
Quattro o cinque esternazioni che a ripensarci mi mettono sempre buon umore:
1)
Giulia che dice: -Ma per andare a Foligno prendiamo l'Autobrennero!-
2)
Il mio titolare: -SOLO prodotti di qualità-.
3)
Il mio vecchio professore di storia dell'arte che entrò in biblioteca, vide le uniche due pirla in zona, si avvicinò con un coso in mano, ce lo fece vedere e chiese: -Secondo voi questo è un regalo apprezzabile?-
La mia risposta... lapidaria, in senso di lapide: -Dipende dall'età di chi lo riceve-.
Ci rimase malissimo, girò i tacchi e uscì.
Il coso in questione era un piccolo prato verde di plastica, con sopra tre pulcini di peluche giallo.
4)
Il mio titolare: -Va SEMPRE bene-.
5)
Raina che scrive su un myspace a caso: 22 gen 2008 17.50
-mi viene spontaneo. combatto la mia crociata contro voi prezzemoline, a cui non interessano le musiche ma le figurine dei musicisti, o le musiche dei musicisti di cui potete dire di essere anche amiche, suscitando l'invidia delle prezzemoline piu' impacciate o residenti in luoghi sperduti.-
(per quest'ultima citazione non so se dovrò pagare i diritti ma comunque ho riso mezz'ora, anche adesso)
1) BENE: questa è la parola che usano le donne per terminare una discussione quando hanno ragione e tu devi stare zitto.
2) 5 MINUTI: se la donna si sta vestendo significa mezz'ora. 5 minuti è solo 5 minuti se ti ha dato appena 5 minuti per guardare la partita prima di aiutare a pulire in casa.
3) NIENTE: La calma prima della tempesta. Vuol dire qualcosa... e dovreste stare all'erta. Discussioni che cominciano con niente normalmente finiscono in BENE.
4) FAI PURE: è una sfida, non un permesso. Non lo fare.
5) SOSPIRONE: è come una parola, ma un'affermazione non verbale per cui spesso fraintesa dagli uomini. Un sospirone significa che lei pensa che sei un'idiota e si chiede perché sta perdendo il suo tempo lì davanti a te a discutere di niente (torna al punto 3 per il significato della parole niente).
6) OK: Questa è una delle parole più pericolose che una donna può dire a un uomo. Significa che ha bisogno di pensare a lungo prima di decidere come e quando fartela pagare.
7) GRAZIE: Una donna ti ringrazia; non fare domande o non svenire; vuole solo ringraziarti (vorrei qui aggiungere una piccola clausola - è vero a meno che non dica -grazie mille- che è PURO sarcasmo e non ti sta ringraziando. NON RISPONDERE non c'è di che perché ciò porterebbe a un: -quello che vuoi-.
8) QUELLO CHE VUOI: è il modo della donna per dire vai a fare in ***o.
9) NON TI PREOCCUPARE FACCIO IO: un'altra affermazione pericolosa; significa che una donna ha chiesto a un uomo di fare qualcosa svariate volte ma adesso lo sta facendo lei. Questo porterà l'uomo a chiedere: -Cosa c'è che non va?-
Per la risposta della donna fai riferimento al punto 3.
* Mandalo a tutti gli uomini che conosci per avvertirli che potrebbero evitare delle discussioni se solo si ricordassero la terminologia.
* Mandalo a tutte le donne che conosci per farle ridere perché sanno che è vero.
Non lo so ancora se questa ragazza emancipata supererà un 10 marzo qualsiasi. Sono ancora qua, appena tornata dal lanciare pezzi di pane a una famiglia di cigni neri. Ovviamente il pennuto che mi è corso incontro non era interessato ai miei carboidrati secchi. Era il padre, era il maschio. Un cigno maschio che punta diritto contro il nemico della sua prole (cinque, alla faccia degli ascolti di prima serata). Dio, quante cose si apprendono su Wikipedia. Avrei voluto fare delle foto ma sono arrivati quattri muratori a fine turno con birra incollata alla mano destra e ho pensato -caro cigno tignoso, la foto te la faccio un'altra volta-.
E comunque vorrei sapere perchè ricevo più visite quando me ne sto zitta tre mesi rispetto al solito sproloquiare di ogni giorno...
Niente, vado a farmi un giro sul sito della Conbipel, è quasi primavera e m'è venuta voglia di un vestito a fiori. Chi mi conosce sa che tanto alla fine lo comprerò, al massimo massimo, grigio. Esistono una marea di grigi, comunque. O carta da zucchero.
E comunque numero due l'unico modo di continuare questo blog è scrivere di getto, scrivere qualsiasi cosa, scrivere della carta igienica, dell'auto da riparare, scrivere che ho comprato tre kg di arance e non averne spremuta neanche una l'ultimo fine settimana. Se ne stanno sul fornello e mi guardano dalla loro retina.
Faccio un caffè và.
Ma soprattutto, perchè le ragazze scrivono dei commenti* davvero davvero cretini sui myspace degli altri? Se avessi le palle mi sarebbero cascate da mo'. Il Natale mi sviluppa una certa intransigenza, portate pazienza.
Poi passa, lo dico sempre.
Sto iniziando a preoccuparmi.
Fino all'anno scorso tutto era sconosciuto. Ogni citazione cadeva nel vuoto, ogni pezzo suonava straniero e l'espressione da ignorante era candida. Ho capito che qualcosa stava cambiando nel momento in cui ho riconosciuto, ogni sera che ero presente, il primo pezzo dopo il concerto di turno all'Estragon. Il primo pezzo, l'apripista, lo scioglighiaccio, la canzonetta del momento. Da un certo momento in poi le imbroccate tutte. Postal service, Tv on the radio, Feist... sta gente qua. O la prima volta che ho sentito un dj passare gli Interpol, io mi sono fermata senza più riuscire a camminare. E' durato solo un momento ma una notevole delusione ha oscurato un commovente giubilo. L'altra sera al Bronson han messo sù anche Ring of fire nella versione dei Wall of Woodoo, riconoscerla è stato il punto di non ritorno. Negli ultimi tempi la situazione è peggiorata, sarà che frequento o leggo di gente che ascolta più o meno la stessa musica. Tutto questo non mi piace, davvero. Mi delude parecchio. Non voglio sentire o leggere quello che già conosco, io cerco sempre qualcosa che mi stupisca. Quando leggo sequenze di nomi che conosco all'ottanta per cento mi viene una tristezza che non immaginate.
Ma non è una gara a chi ce l'ha più lungo, tanto perderei in partenza.
E' apprendere, non paventare.
Ieri sera niente Nuccini+Clementi.
Dopo tutte le paranoie causate da una fregatura data e non subìta, ecco il risultato. L'auto non s'accende. Sono le nove di un sabato sera e parlo con la mia pitula, ma non risponde. Penso subito alla batteria. Con le pive nel sacco torno a casa mentre prova a nevicare. Che settimana del cazzo.
Stamattina ci ragiono sù, dico non è possibile che sia la batteria. Allora sarà l'impianto elettrico... ma se il quadro s'accende allora non è manco quello. Il quadro s'accende, la batteria carica quel che ha da caricare... manata in fronte, merda, le candele!